Lapo Baglini

Life and Business Coach
Mental Trainer
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Lo stress del lunedì. - Lapo Baglini
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Lo stress del lunedì.

Lo stress del lunedì.

Lo stress del lunedì.

Oh, stavolta ci siamo. Domani è il 4 maggio. Quello della ripartenza. Che esattamente cosa vuol dire? Perché ho sentito tante persone, e anche diversi imprenditori, aspettare a gloria questa giornata. Si fa il punto il 4 maggio… Il 4 si riparte e allora si decide… Dal 4 avanti tutta. Verso dove è meno chiaro

Mi dà l’idea che quesa attesa quasi fideistica per il 4 maggio sia un modo per mascherare lo stress, il nervoso, la paura di non essere all’altezza dei nuovi compiti, il desiderio di non perdere qualcosa a cui si tiene particolarmente, o il timore di non essere capaci di sviluppare nuove competenze e comportamenti, di avere la forza e la flessibilità mentale per adattarsi a quello che è successo, succede e succederà.

Un po’ come il nostro governo che basa tutte le sue tattiche sui dati. E poco importa che i dati siano raccolti in maniera raffazzonata (e uso un eufemismo). Dal 3 aprile, giorno del mio compleanno, ho smesso di seguire i dati divulgati dalla protezione civile. Lo spunto per ulteriori approfondimenti me lo ha fornito un articolo su Wired https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/04/03/coronavirus-numeri-protezione-civile-non-dice/ di Gianluca Dotti, giornalista scientifico laureato in fisica. Il sommario dell’articolo diceva: Alcuni dati sull’epidemia di Covid-19 non sono proprio stati raccolti (ed è un problema), altri vengono spiegati male, qualcuno è notoriamente sottostimato e su altri ancora si glissa.

Torniamo allo stress da rientro. E su come affrontarlo. Anche qui su FB persone stressate ne vedo molte.

Primo passo. Accettarlo. È normale. “Lo stress è qualcosa che non si può evitare se, nella vita, vi ponete obiettivi che vadano al di là di far scorrere i canali sul televisore azionando il telecomando”. Così la splendida Susan David nel suo agilitàemotiva, uno dei l libri più importanti che ho studiato negli ultimi tempi. Argomento sul quale terremo un corso on line il 21 maggio.

Facciamo amicizia con l’eustress, termine coniato dall’endocrinologo Hans Selye che significa letteralmente (ricordando il greco antico) “stress buono”.

Già perché ogni tipo di stress è il prodotto di un atto cognitivo: di una valutazione. L’eustress è la risposta cognitiva positiva allo stress: una risposta sana che può essere fonte di motivazione.

L’eustress non è definito dal tipo di stress che lo genera, ma piuttosto da come lo si percepisce. Rispondere ad un fattore di stress con un senso di vitalità, speranza, o vigore può essere un potenziale indicatore di eustress. E qui siamo su Wikipedia, roba abbastanza normale.

Una cosa da ricordare: Nessuno ha mai fatto qualcosa di importante senza esporsi allo stress e al disagio.

La cosa da evitare è far diventare questa sensazione distress: in medicina, è uno stato ansiogeno in cui una persona non è in grado di adattarsi completamente ai fattori esterni che creano la condizione di attivazione, cioè di modificare positivamente la situazione o risolvere il problema, e mostra comportamenti disadattivi. Cavolo quanti post possiamo portare come prova.

Anche qui Wikipedia. Può evidenziarsi con fenomeni diversi, come l’inadeguata interazione sociale (ad esempio, aggressività, passività o isolamento), iperattivazione, disturbi del sonno, difficoltà di memoria.

Le persone sotto stress costante hanno maggiori probabilità di ammalarsi, mentalmente o fisicamente, in quanto lo stress acuto e prolungato incide sul sistema immunitario abbassando le difese dell’organismo e diminuendo le capacità di guarigione dei tessuti corporei, e limita il normale funzionamento degli organi. Sempre Wikipedia.

Quindi essere un po’ agitati per la ripartenza, o come la volete definire, è normale. Tenendo conto che la realtà è la principale causa di stress, per coloro che sono ancora in contatto con essa.

relaxandenjoy 😉

Photo by Elijah O’Donnell on Unsplash

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