Lapo Baglini

Life and Business Coach
Mental Trainer
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Effetto Florida. - Lapo Baglini
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Effetto Florida.

Effetto Florida.

Effetto Florida.

No, non è quello delle ragazze sulla spiaggia in bikini. Tutt’altro. Bisogna partire dal priming. Seguitemi per un momento perché magari vi rendete conto che essere esposti a cagate tutto il giorno, tipo la maggior parte delle cose che vediamo in televisione, non fa bene. Alla nostra salute mentale e al nostro umore.

Il priming (traducibile con innesco) è un effetto psicologico per il quale l’esposizione a uno stimolo influenza la risposta a stimoli successivi. E fin qui tutto facile. Ad esempio, la ripetizione di una certa parola aumenterà la probabilità che una parola simile sia fornita come risposta ad una domanda, benché non sia la risposta corretta.

Tipo il giochino che si fa da ragazzi. E anche da meno ragazzi. Rispondi velocemente ad alta voce: di che colore è la neve? Di che colore è la panna montata? Di che colore è un giglio? Di che colore sono gli orsi polari? Che cosa bevono le mucche?

Bene. Il priming è una forma di apprendimento implicito, perché le persone non sono consapevoli dell’effetto che il primo stimolo ha sull’elaborazione del secondo. Viene usato nel marketing, in politica, in pubblicità e in tante altre situazioni? Sì. Molto più di quello che immaginate. Molto di più. Leggete gli account twitter di qualche uomo politico e fatevene un’idea.

Veniamo alla Florida. Lo psicologo John Barg sottopose diversi gruppi di studenti a un esperimento che consisteva nel formare semplici frasi di quattro parole prese da una lista di cinque parole.

Eccone alcune:

della sono Florida arance temperatura
palla la lancia tiro silenziosamente
scarpe dai cambia le vecchie
osserva talvolta la gente guarda
resterà stanco solo anche lui
cielo il uniforme grigio è

Per qualcuno è già una prova impegnativa. Ma lasciamo perdere.

Alcune di queste parole evocavano la vecchiaia, come “Florida” (per i numerosi anziani che si ritirano lì per la pensione), “calvo”, “smemorato”, “grigio”, ecc.

Dopo aver completato le proprie frasi i gruppi, di cui solo alcuni avevano schede con parole relative alla vecchiaia, furono invitati a percorrere un corridoio per uscire.

Non lo sapevano ma la loro avanzata lungo il corridoio fu cronometrata. Gli appartenenti ai gruppi che avevano lavorato con parole collegate alla vecchiaia camminarono più lentamente.

Camminarono più lentamente.

La suggestione alla vecchiaia, anche la sola idea processata a livello inconscio, condusse a una risposta istintiva che li portò ad assumere un comportamento fisico più vicino a quello degli anziani.

Quindi facciamo un po’ più caso agli stimoli che ci circondano, all’ambiente fisico, psicologico e tecnologico nel quale viviamo. Televisione compresa.

Ne parla Daniel Kahneman, in “Pensieri lenti e veloci”. E anche James Kerr nel libro sugli All Blacks “Niente teste di cazzo”. Il titolo è proprio così. Mi sembra un buon mantra da ripeterci da mattina a sera, soprattutto quando ascoltiamo qualcuno. In televisione. Ma anche al telefono. O di persona quando lo rifaremo.

relaxandenjoy

P.S. Fabio Nannini saresti orgoglioso di me. Anche se non ho scritto Cessi per motivi di Copyright 😉

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