Tra Bocce e Rugby in Ciociaria

28 giu
2011

Rugby e Motivazione per squadreLa prima volta che Roberto mi ha chiesto “Ma tu lo sai come sono le bocce sportive?” mi sono sentito spaesato. Collegavo questo sport, che ho scoperto dopo ha una tradizione antichissima (in Turchia sono state ritrovate alcune sfere in pietra antenate delle attuali bocce, che risalgono circa al 7000 a.C.) ad anziani con cappelli di paglia che nei pigri pomeriggi festivi giocano su campi ombreggiati nella campagna toscana. Oppure alle bocce sulla spiaggia, sabbia e tiro di volo dato che quando atterrano, queste sfere pesanti e colorate, scavano buchette comode e da lì non si muovono.

Mi ha soccorso un recente film di Aldo, Giovanni e Giacomo (“La banda dei Babbi Natale”) dove si vedono dei bocciodromi moderni e tanta gente a fare il tifo.

In ogni caso l’obiettivo era chiaro: una giornata di formazione, vicino a Frosinone in piena Ciociaria, sulla motivazione e la performance usando il rugby come metafora. E qui ho commesso il primo errore. Già perché la Ciociaria è il regno di “Circe, maga burliera, che possiede il potere di mutare le forme e l’essenza delle cose viventi. Gli scherzi riferiti da Omero usa farli ai forestieri, non ai compaesani”.

Mi aspettavo infatti un ambiente ben diverso, fra sportivi della domenica e di una certa età… Errore pagato a duro e giusto prezzo.

Arrivato a Isola del Liri ho scoperto luoghi ameni, con paesaggi morbidi, cascate, ponti e laghetti, dove si mangia bene e si beve meglio. Dopo un primo approccio al bocciodromo al sabato pomeriggio, dove ho visto giocatori che tirano al volo a venti metri di distanza, la mattina della domenica appuntamento su un campo di calcetto sintetico. E questo è stato il secondo errore, i miei pantaloncini corti, mentre tutti gli altri ce li avevano lunghi (e questo avrebbe dovuto dirmi qualcosa).

Dicevo appunto delle presupposizioni che si fanno. Dopo dieci minuti che vedevo i giocatori dell’Associazione Sportiva Fiori fare i primi esercizi, mi sono reso conto della verità. Altro che tranquilli signori di mezza età. Mi si presentano di fronte ragazzi giovani e tonici con un’aggressività e una competitività a livelli altissimi.

Anche le donne, nonostante la leggiadria apparente, si sarebbero rivelate in campo, durante la partita, degli ostacoli non da poco. Già la partita. Perché alla fine della mattinata si gioca. A rugby. Sul campo sintetico. E con i pantaloncini corti (io).

E qui emergono le doti di leadership situazionale. E vedi come le persone si mettono in gioco. Pure troppo. Ho visto madri di famiglia piantarsi come paracarri sul percorso di uomini pesanti il doppio di loro e non spostarsi di un millimetro resistendo all’impatto. E ho visto panificatori trentenni con la consistenza fisica di un muricciolo in cemento puntarti con determinazione mentre avanzano con la palla sotto braccio. E ragazzi di diciotto anni incunearsi fra selve di braccia e di corpi in movimento. E con una serenità e uno spirito di squadra entusiasmante.

Che esperienza. Sotto il sole a urlare e ridere e segnare.

E poi la parte in aula, col collo un po’ dolorante e la schiena a pezzi (sempre io). E rendersi conto alla fine della giornata di essersi fatti dei nuovi amici e che le cose che abbiamo visto, i colori e le facce sudate della mattina, si mischiano alle risate e agli incitamenti, facendoci provare emozioni e sensazioni che porteremo a lungo dentro di noi.

Grazie davvero a tutti ;-)

 

4 Commenti to Tra Bocce e Rugby in Ciociaria

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natale d'amora

giugno 28th, 2011 at 08:28

grazie a te lapo che mi hai fatto conoscere le discipline del rugby uno sport a me abbastanza sconosciuto e ho capito quando sia importante trasmetterle nella vita quotidiana .ciao e spero di rincontrarci…a dimenticavo salutami Renzi

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Paolo Campoli

giugno 28th, 2011 at 10:14

Complimenti Lapo, oltre ad essere un campione nello sport non te la cavi per niente male nemmeno con la penna (o in questo caso con la tastiera), sei riuscito per la seconda volta a trasmetterci delle emozioni che ci rimescolano nel sangue tanta grinta e tanta voglia di fare qualcosa di buono nella vita, abbiamo appreso molto da te, la frase dell’essersi fatti nuovi amici è vera, perchè credo di parlare a nome di tutti nel dirti che speriamo vivamente di poterti rivedere, non importa se rugby o bocce, l’importante è potersi intrattenere con delle persone che possano arricchire le propria cultura sportiva e non con degli scambi di opinione come quelli di sabato. Ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto ciò che riguarda il tuo futuro………ah dimenticavo….è bello lottare con tutto se stessi per guadagnare un solo centimetro alla volta, ed esser parte della propria squadra, perchè ci da la potenza nel motore,lo stesso che non si ferma mai…costi quel che costi..perchè tutto il resto non conta!!! ;-)

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franco pantanella

giugno 28th, 2011 at 13:28

Buongiorno professore, le tue descrizioni ma soprattutto i tuoi apprezzamenti riguardanti i colori, i sapori ed i profumi della nostra terra hanno elevato la Ciociaria, solitamente considerata senza gloria e senza onori.
Tu sei riuscito, come Lucrezio, ad avvolgere il sudore e la fatica con “il dolce miele delle Muse”. Le tue parole accentuano in me le emozioni di quell’intensa giornata, coronata da scambi reciproci di rispetto e lealtà, vecchi ideali dello sport. Queste tue coinvolgenti parole sono riuscite a sollevare il mio animo ma, sono spiacente, non il mio corpo, ancora profondamente segnato dai placcaggi di Angelo.
Sono certo, però, che questi acciacchi siano stati un giusto prezzo per una giornata memorabile!

Grazie

Franco

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monica gabriele

giugno 29th, 2011 at 07:58

Ciao Lapo, domenica è stata una giornata bellissima dalla quale ho tratto tanti spunti di riflessione.
Ancora oggi a 3 giorni di distanza mi emoziona ripensare e ricordare alle sensazioni provate che rimarranno dentro di me e mi accompagneranno nel mio percorso sportivo e non.
Mi impegnerò per “agguantare” il famoso “punto” con la consapevolezza di essere ABBASTANZA BRAVA per gareggiare nelle categorie superiori e se per caso dovessi arrivare un gradino sotto l’obiettivo mi divertirò comunque nel processo.
Ascoltando i commenti di alcuni partecipanti al seminario è emerso che anche per loro è stata un’esperienza speciale ed entusiasmante.
Grazie Lapo, grazie di cuore per tutto, sei grande.

Monica

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