Il downshifting recita Wikipedia – parte integrante del più vasto concetto del lifestyle, lo stile di vita, o simple living, del vivere in semplicità – è la scelta da parte di diverse figure di lavoratori – particolarmente professionisti – di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero (famiglia, ozioso relax, hobbystica).

Quest’estate in aeroporto stavo guardando uno schermo televisivo, già non avendo televisione a casa a volte lo sguardo mi cade curioso su cose per me remote come telegiornali, dibattiti e altro…, con un servizio di un telegiornale dedicato appunto al downshifting. Il giornalista intervistava professionisti ritirati in casolari immersi nel verde, intenti a fare marmellate biologiche e con grandi sorrisi stampati sul volto. Tutto molto bello e piacevole. E me lo sono ripetuto come un mantra, dopo aver notato che ero diventato un workaholic

Spesso alla base di una tale scelta sembrano esserci come motivazioni una maggiore considerazione per i temi dell’ecologia, della salute fisica e psicologica e, in ultima analisi, per una visione della vita in minore chiave consumistica, oltre che per un recupero di valori da tempo dati per superati come una rivalutazione dell’ozio, un recupero del concetto di lentezza…
Quindi cambiamento netto: niente incarichi fissi dirigenziali e gestionali e ritorno alla libertà delle giornate in aula con più tempo da dedicare alla nostra azienda PLS e alla nostra Coaching School

E così ho fatto, dando il via nuovi progetti e facendo partire nuovi corsi in diverse città con un’energia nuova e la mente sgombra. Vision e pianificazione strategica come se piovesse.

Ieri mi stavano chiedendo delle date e ho aperto Google Calendar e sono rimasto un po’ basito: una sfilata di impegni di colore diverso (ho un calendario diverso per ogni famiglia di corsi e di impegni, ognuno col suo bel colore ;-) ) che affollavano i quadrati della visualizzazione mensile. Un mio collaboratore mi guarda e mi dice “Meno male che dovevi lavorare meno…”

Vero, i quadratini colorati degli impegni sembrano tante automobiline in coda. E sono tanti. Eppure mi sento più sereno e spensierato… Forse è solo che per le personalità irrequiete cambiare spesso è meno opprimente della ripetitività? O non ho compreso bene il significato del downshifting? ;-) ))

 

 

Frank Pucelik al corso, con quel suo candore da bambino un po’ discolo e un po’ sognatore, ce lo aveva detto chiaramente: “Io e Richard eravamo intercambiabili, ma il vero genio insostituibile della PNL è stato John Grinder”.

Il che non è chiaramente cosa da riferire a Bandler che, per quello che lo conosciamo, non la prenderebbe benissimo.

E poi Big Frank ha aggiunto “Ogni giorno in aula con lui è un vero e proprio regalo”.

Allora abbiamo controllato su internet e ci siamo resi conto che John avrebbe proposto la successiva edizione del New Code, poi vedremo di capire meglio di cosa si tratta, con relativa certificazione internazionale, a Murcia, in Spagna, nel mese di agosto.

In realtà avevamo già comprato un volo con Ryanair per un’altra destinazione ma abbiamo deciso di sfidare la compagnia low cost irlandese proponendo cambio di destinazione e triangolazione (arrivo in un aeroporto e ripartenza da un altro). Michael O’Leary, l’amministratore delegato di Ryanair, si è fregato le mani per la nostra decisione. Per chi non lo conosce una delle sue frasi è stata “Non avrete un rimborso, quindi vaffan**lo. Non vogliamo sentire le vostre tristi storie. Quale parte di “Nessun rimborso” non capite?” (nella versione originale suona così “You’re not getting a refund so f**k off. We don’t want to hear your sob stories. What part of ‘no refund’ don’t you understand?”).

Con l’equivalente di una tariffa business per Chicago siamo arrivati a Valencia. E dopo un po’ a Los Narejos che è un paesino (o meglio un’urbanizzazione) sul Mar Menor, molto vicino all’aeroporto San Javier di Murcia dove atterrano d’estate cinque voli dall’Inghilterra al giorno. Mar Menor che sarebbe anche un posto splendido, una sorta di laguna interna racchiusa fra una striscia di sabbia di una ventina di chilometri, chiamata La Manga, La Manica. Clima ottimo, caldo e sole, pub inglesi e partite del Manchester United sui mega schermi fuori dai locali. E prezzi molto bassi. Ecco alcune delle ragioni della scelta di Michael Carroll, Master Trainer e a capo della NLP Academy di Croydon, borgo londinese.

Il New Code è la seconda parte del NLP Practitioner, che l’Academy divide in due fra Classic Code (codice classico, cioè gli schemi codificati da Bandler e Grinder nel corso degli anni ‘70, quello che proponiamo anche noi per intenderci all’interno della NLP Society nel nostro Licensed NLP Practitioner) e cinque giorni di New Code appunto. Settanta persone da tutto il mondo si sono ritrovate qui in una bella miscellanea fra inglese e spagnolo che Grinder parla e capisce. 

Già John Grinder, 73 anni portati magnificamente, alpinista, free climber, cavallerizzo e mille altre cose, è un personaggio abbastanza sui generis. La maggior parte di chi studia la materia sa che è un linguista e che insieme a Richard Bandler negli anni settanta creò quel campo di studi e modello che è la Neuro Linguistic Programming (NLP).

Anzi lo creò, come è magnificamente descritto nel recentissimo, è uscito a giugno, The Origins of Neuro Linguistic Programming insieme a Richard Bandler e a Frank Pucelik.

Grinder di base è laureato in psicologia all’Università di San Francisco. La cosa curiosa è che fu arruolato nelle Forze Speciali e mandato in Europa come agente operativo all’inizio degli anni ’60, ai tempi della Guerra Fredda, dove imparò italiano (e ancora lo parla, per esperienza diretta) e tedesco. Tornato in California, a San Diego si prese un dottorato in linguistica, si sposò fece un figlio e si separò, sviluppò la grammatica trasformazionale di Noam Chomsky e studiò a New York con George Armitage Miller, psicologo cognitivo, quello del sette più o meno due per intenderci. E nel 1973, quando la PNL cominciò a prendere corpo sul serio, era già professore di linguistica a UCSC, (Università California Santa Cruz). Senza dimenticare che l’anno precedente aveva vissuto in Tanzania, insieme alla tribù Wagogo, imparando il KiSwahili.

E da allora sono passati quaranta anni…

Bandler e Grinder negli anni ’80 si resero conto che il Classic Code aveva delle aree migliorabili. Entrambi svilupparono ulteriori modelli per facilitare il cambiamento e raggiungere l’eccellenza. Bandler dette vita al DHE, Design Human Engineering, mentre Grinder, insieme a Judith DeLozier negli anni ’80 al New Code. Dal 1989 ha proseguito il lavoro sul New Code insieme a Carmen Bostic-St. Clair, che abbiamo avuto come trrainer e che meriterebbe un libro soltanto su di lei e non solo un articolo. Dalla loro collaborazione è nato il libro Whispering In The Wind

Ma di cosa tratta il New Code? Essenzialmente degli stati di alta performance, o stati risorsa. Questi stati vengono raggiunti con la partecipazione attiva della persona e spesso attraverso dei giochi. L’elemento abbastanza particolare, e un po’ sconvolgente se guardato attraverso parametri di competenza conscia da emisfero sinistro (quelli nostri occidentali soliti, per capirci) è che lo stato di alta performance non ha né storia né contenuto. Né comprensione conscia. I giochi sono disegnati con criteri assai precisi e stringenti e sono in grado di attivare circuiti neurologici, in entrambi gli emisferi, che rendono il cambiamento implicito nel contesto problematico o da migliorare, selezionato precedentemente dalla persona. Implicito nel senso che lo stato raggiunto diventa incongruente con il contesto problematico precedente. Il che significa che sono cose che vanno essenzialmente provate.

Ecco, tornando a Grinder, sentire un professore di linguistica che dice alla fine di un esercizio: “Non chiedergli niente, non ha bisogno di ripensare al contesto, ha imparato a livello inconscio . Non cercare di capire”, fa un certo effetto…

O anche, riguardo al coaching “Parlate il meno possibile con i clienti”.

Un’altra particolarità del New Code è il know nothing state, lo stato in cui non conosci nulla. Perché lo stato che raggiungi attraverso i giochi non è così lontano da questo. Infatti entrare in uno stato di assenza di conoscenza serve per impedire l’accesso alle precedenti esperienze che agiscono come filtri e ti fanno ricodificare le nuove esperienze in vecchie categorie. Questo è il motivo per cui i bambini imparano più rapidamente.

Tralasciando Carmen (e la bravura di Michael e di Bill), alla quale dedicheremo un post apposito, chiudiamo con una frase di John sulla quale riflettere (oppure no, dipende da che punto di vista la volete leggere): “La comprensione dell’emisfero sinistro rallenta il cambiamento che gli occidentali pensano sia un esercizio intellettuale”.

marketing coaching

Un libro è qualcosa di strano, almeno per chi è molto orientato al presente e al futuro. Da quando uno lo ha scritto passano infatti mesi fra editing e pubblicazione. Nel nostro caso, assai rapido, comunque sono stati almeno quattro. Il che porta a vedere il libro uscito come qualcosa di remoto. Alla prima domanda che mi è stata fatta sul contenuto sono dovuto tornare con la memoria a roba pensata e trasferita sulla tastiera almeno un anno fa. Pleistocene per me ;-)

Marketing Coaching, andando sulla falsariga di una scheda vera e propria, è un libro che fornisce strumenti per creare la propria strategia di crescita professionale e aziendale. Un supporto e una guida fai-da-te per imprenditori, professionisti, manager di oggi e di domani, dove trovare i presupposti teorici e un modello pratico per sviluppare e implementare il proprio piano strategico in un mercato in continuo mutamento.

L’idea nasce dalle nostre esperienze (di Stefania e mie) di docenti e consulenti aziendali. Proprio al Polimoda, l’Istituto dove svolgo la maggior parte della mia attività professionale, abbiamo deciso, insieme alla nostra capo dipartimento Maristella Giannini, di portare il quotidiano che viviamo in azienda all’interno di un libro e di un corso dell’area Master.

Sempre di più infatti, negli ultimi anni, ci siamo resi conto che le imprese e le persone hanno bisogno di essere accompagnate nel processo di costruzione di un piano di sviluppo. Piuttosto che ricevere il parere esterno di un professionista, hanno bisogno di trovare le proprie risposte.

Per questo abbiamo portato la metodologia del coaching all’interno della nostra attività di consulenti in marketing e comunicazione, aiutando le persone a creare consapevolezza e responsabilità, partendo dall’analisi dell’esistente, per poi chiarire motivazioni e obiettivi, declinarli in un piano strategico e infine passare all’azione.

A proposito l’immagine del libro che vedete non esiste: è stata creata al computer dall’Immaginifico Giuseppe Di Somma, collega e amico (GDS per tutti) che l’ha realizzata quando ancora il libro non esisteva ma soltanto la sua copertina…

Contenuti del libro

Nel primo e nel secondo capitolo si trovano alcuni dei presupposti teorici del marketing e del management di ultima generazione, alfine di offrire una panoramica da cui trarre spunto per la successiva fase operativa.

Nel terzo capitolo infatti proponiamo un modello flessibile ed eclettico in 5 fasi, nato dall’unione di marketing e coaching (MarCo), dove forniamo un percorso guida per individui e organizzazioni.

Segue un capitolo dedicato a come far emergere tutto il lavoro svolto attraverso una gestione della comunicazione esterna al passo con i tempi.

E infine chiude il libro il caso di Stone Island, un’azienda che a trent’anni dalla sua nascita ha dimostrato di saper navigare molto bene attraverso il tempo.

Il libro fa parte della collana Fashion Marketing di Polimoda Libri, edita da Franco Angeli >> vai alla scheda del libro online, ma non è unicamente indirizzato al settore moda. I principi che vi si trovano sono infatti applicabili in generale ad ogni impresa o attività professionale.

Scheda riepilogativa

Titolo: Marketing Coaching. Strumenti per creare la propria strategia di crescita professionale e aziendale

Autori e curatori: Stefania Ciani, Lapo Baglini

Contributi: Francesco Morace

Collana: Fashion Marketing

pp. 192, 1a edizione 2013 (Codice editore 577.11)

Codice ISBN: 9788820414511

Disponibile anche come E-book

>> vai alla scheda del libro online sul sito di Franco Angeli.

 

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